Boris e Sveta

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Piove , piove tanto oggi, mi ricordo due fratelli con me e la mamma, ho freddo e non li vedo più, piove tanto ed ho fame, dalla punta del naso alla coda sono bagnata.
Cammino tanto, mi fanno male le zampe, ho freddo vedo tante luci, tanti umani con un coperchio sulla testa per non bagnarsi, e tanti vetri illuminati pieni di cose che gli umani comprano, allora mi vedo in uno di quei vetri, sono piccola, pelo fulvo e stropicciato , grandi orecchie, grandi occhi.
Io ho paura di tutti quegli umani che camminano di corsa, mi arrivano schizzi d’acqua, da alcuni carri con le ruote che corrono, ho paura e allora cammino quasi attaccata al muro. Mi fermo in un angolo, sperando che qualcuno mi veda e mi dia cibo, arriva un umano molto piccolo (credo si chiamino bambini gli umani piccoli) con la mamma, allunga una mano per toccarmi e sono contenta, gli vado incontro, muovo la coda, mi darà cibo? Mi porterà al caldo con lui?
La mamma dice” è carino ma è sporco e pieno di zecche lascia stare”, e porta via il piccolo umano che piange, e io non capisco, lui voleva stare con me, sono piena di cosa? Sono sporca? A me il piccolo piaceva, perché lo porti via?
Continua a piovere e io sento freddo e fame il cielo si fa scuro arriva la notte, io ho paura del buio, io ho paura di stare sola, non mi piace, vorrei almeno i miei fratelli.
Ecco!! Vedo dei portici. Sotto i portici è buio ma io ho freddo, e almeno qui sotto non piove, vedo un cartone e mi ci metto sopra, tremo e ho fame da non riuscire a dormire, ma sono stanca e mi addormento.
All’improvviso devo aver imparato a volare perché mi sollevo da terra, sento sotto il dorso due cose ruvide che mi tenevano, erano mani, mani sporche e dure, allora apro gli occhi e vedo due occhi chiari come il cielo, occhi strani un po’ spaventati come i miei. Sono gli occhi di un umano, con la barba, anche lui forse come me si era perso. Lui non è pulito e vestito bene come la mamma del bambino, lui è sporco come me, chissà se avrà anche lui le cose, sì le zecche. Mi accarezza prende una coperta e mi asciuga mi chiama piccola, poi mi dice che mi chiamerò Sveta e che lui si chiama Boris e che abita lì sotto i portici. Va a parlare con un altro signore dei portici che aveva un cane, torna con il cibo per me, ho mangiato così in fretta e tanto che la mia pancia era diventata grandissima. Boris mi stringe forte e mi mette a dormire accanto a lui e io stavo bene, sentivo il suo calore e lui scaldava le mani sul mio collo. Mi sono addormentata felice. Boris mi piaceva, era caldo, mi dava cibo e qualche volta cantava suonando una cosa con le corde, forse cantava cose del suo paese lontano.
Boris prometti che staremo sempre insieme al caldo anche se abbiamo le zecche? Non mi importa, perché non so nemmeno cosa sono, se siamo insieme non sarò più sola, non saremo più soli e saremo felici.
Una sera sono arrivati dei giovani umani anzi giovanissimi, chiamavano Boris “zozzone, lurido”, poi urlando e ridendo lo hanno preso a calci e io abbaiavo, abbaiavo, volevo mandarli via e loro hanno dato un calcio anche a me, non riuscivo a respirare, poi sono andati via, buttando in aria i nostri cartoni. Sono andata subito da Boris che era sdraiato come se dormisse, l’ho annusato avevo paura, poi lui si è mosso e mi ha chiamato aprendo i grandi occhi chiari “Sveta,Sveta!! Ma io stavo bene e Boris mi ha stretto forte. Piangeva forse era arrabbiato con i giovani ragazzi, poi ho capito che piangeva perché io ero viva e ho capito che mi voleva bene, sapevo che non ci saremmo mai lasciati, ha preso i cartoni e le coperte e mi ha stretto accanto a lui e ci siamo scaldati, Boris dormiva e aveva una piega dolce della bocca, come sorridesse, io sono un cane io non sorrido ma so muovere la coda e l’ho fatto.
Poi sono diventata triste per quei giovani ragazzi così arrabbiati, voi umani non lo sapete perché sono arrabbiati, ma io lo so. Loro forse la notte non hanno nessuno che li abbraccia e li scalda e li fa sentire importanti, loro vanno capiti, non sono fortunati come me e Boris che ci scaldiamo e ci vogliamo bene e non ci lasceremo mai.
Mi dispiace sono così giovani, ma ora ho sonno sento il respiro di Boris, voglio dormire.
22 ottobre 2024 paoladark/🐈gattapazza

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