In nome del popolo

Una vecchia storia ossidata, quella che viene raccontata che il “popolo” è rappresentato da chi viene eletto nelle “cosiddette democrazie”, soprattutto occidentali.
Vengono rappresentati tutt’al più gli elettori del proprio partito, assecondando anche le più becere richieste, assecondando e innestando paure, ergendosi a unico e solo al potere.
Ma se sei unico e solo al potere e rappresenti solo chi la pensa come te, la democrazia dov’è?
E’ morta!!!
Da qualche anno in Europa e nel mondo vediamo, ( e Putin ce l’ha anche detto), che le democrazie non servono.
I governanti occidentali e italiani lo hanno capito e si sono adeguati.
Uno solo al comando, esaltazione individuale e culto della personalità, chi governa è il più bravo, il più forte e gagliardo.
Forse per qualcuno, ma non rappresenta un intero paese, la vecchia e saggia regola che ribadiva che chi governa è il capo di governo di tutti, ma proprio tutti, e, che il governante, dovrebbe qualche volta ascoltare anche chi non l’ha votato, ma che comunque subisce gli effetti delle sue leggi, bene è una regola sepolta.
Non c’è confronto, la lagna perché qualche salma dell’opposizione ogni tanto ha un sussulto, ma che non fa paura, è una cosa triste.
In una democrazia solida e vera la contrapposizione forte dovrebbe essere la regola, senza piagnistei, ci si confronta con la stampa e con le piazze, senza timore, perché questa si è la democrazia (dal greco antico: δῆμος?, démos, “popolo” e κράτος, krátos, “potere”) etimologicamente significa “governo del popolo (Wikipedia).
Il popolo governa se ti vota, ma ha diritto ad avere voce anche senza averti votato, perché in questo modo il popolo si esprime al massimo proprio nel dissenso, che ha quel sapore agrodolce della libertà.
Provate ad elevarvi un po’, voi potenti, senza piagnistei davanti al primo che si oppone seriamente.
Provate, ma il problema vero è che questo non è funzionale alla strada verso la “democratura”, che ormai ha preso l’Occidente.
Ma tranquilli, le opposizioni sono addormentate, pallide figure , che protestano con una vocina da passerotto.
Pensate un po’ se vi trovaste davanti a una piazza con due milioni di persone che tuona.
Non piangete, ho scritto tuona, non c’entra la violenza, anche perché sappiamo bene che una piazza violenta vi farebbe un regalo, si trasformerebbe in una piazza senza voce.
Sì, un bel temporale con i suoi tuoni e acqua che lavi, poi si sa potrebbe germogliare qualcosa.
12 gennaio 2025 🐈gattapazza

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