👉Articolo di Penna a sfera🖊

INTEGRAZIONE-(DIS) INTEGRAZIONE
Le automobili fino agli anni 30 avevano i fari anteriori issati sopra i parafanghi e gli stessi ben distinti dalla carrozzeria. Anche il cofano motore aveva un suo distintissimo disegno. Così i paraurti in metallo, sporgenti dal corpo macchina. E il portabagagli? Pure esso ben rilevato a mo’ di piccolo cassone posteriore. E anche le luci posteriori risultavano autonome. Per non parlare degli indicatori di direzione. Cioè le frecce, che erano delle piccole aste con catarifrangente o luce, in grado di uscire dalla carrozzeria, posizionandosi orizzontalmente, per segnalare la svolta a sinistra o a destra.
Dagli anni ’30-’40 tutte queste varie parti hanno iniziato a integrarsi nella carrozzeria, così da non risultare più come elementi staccati e distinti, ma facenti parte del design della vettura.
L’evoluzione stessa del design automobilistico e il lavoro per ridurre la resistenza aerodinamica, hanno contribuito decisamente all’obiettivo della integrazione della carrozzeria.
Lo stesso processo di integrazione riguarda la società mondiale.
Se lo stato nazionale era il modello di stato dei secoli XIX e XX, lo sviluppo delle comunicazioni, fino agli apici attuali, ha interconnesso tutti i popoli lungo un processo di integrazione sempre più forte, accentuato dagli scambi commerciali di prodotti e materie prime, non ultime le cosiddette “terre rare” per cui si combattono guerre militari e guerre economiche.
Questo ineluttabile processo di integrazione ha determinato la creazione di istituzioni sovranazionali e quella di unioni economiche e politiche tra gli stati al fine di governare e organizzare i processi integrativi. Con risultati altalenanti tra positivo e negativo.
Quando osservo gli ingressi della Roma antica e papale, disseminati lungo la cinta delle Mura Aureliane, dove a volte sono sopravvissute le originali porte in legno con tanto di cardini, porte che venivano chiuse al calar del sole, e, confronto questa situazione con quella attuale, con il fiume di mezzi che giorno e notte attraversano questi ingressi… allora qualche riflessione viene fuori.
È fuori dalla realtà chi attua azioni contrarie ai processi di integrazione del mondo contemporaneo.
È fuori dalla realtà chi vi si oppone, costruendo difese nazionalistiche che hanno la stessa forza di contenimento di un castello di sabbia di fronte alla forza del mare.
Governare l’integrazione è la strada maestra per renderla armonica e fruttuosa.
Per questo reputo l’attuale Amministrazione USA gravemente inadeguata con la sua impostazione isolazionista, nazionalista, sovranista.
E i dazi, elevati a criterio generale, e non a correttivo temporaneo sono il segnale più forte di questo procedere antistorico.
E accanto a questo altri segnali ugualmente regressivi e inquietanti.
In conclusione la mancata INTEGRAZIONE non sfocia in una NON INTEGRAZIONE, concepita come una sorta di “terra di nessuno” neutrale e asettica, dove nulla accade.
La mancata INTEGRAZIONE produrrebbe invece una (DIS) INTEGRAZIONE, l’esplosione della realtà politica e sociale contemporanea.
Con esiti imprevedibili.
E già questo inizia ad accadere.
Sono convinto tuttavia che questa gigantesca REGRESSIONE non avrà vita lunga.
Il corso della STORIA può avere temporanee pause, ma non può tornare indietro.
7 marzo 2025 Penna a sfera🖊

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