Scarico da Instagram un post di Domenico Iannacone, lo condivido in tutti i sensi non solo perché lo ripubblico.

Post Instagram di Domenico Iannacone
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Ha detto che «la vita è superiore a qualunque procedura». Che «non servono supereroi, ma uomini lucidi, presenti, capaci di ascoltarsi». Ha parlato davanti ai suoi allievi come un padre, non come un esecutore di ordini. E per questo, in appena 72 ore, il generale Pietro Oresta è stato rimosso dal comando della Scuola Marescialli e
Brigadieri di Firenze.
Un discorso fuori dai ranghi, che metteva al centro la fragilità, il benessere, la dignità personale. Ha osato ricordare che «prima della divisa c’è la persona». Che «servire lo Stato non significa annullarsi». Che «non si può educare al sacrificio senza prendersi cura dell’umano».
Il silenzio dei vertici fa rumore.
Nessuna motivazione ufficiale, solo un gesto che sa di punizione. Il messaggio è chiaro: chi porta dentro l’istituzione un soffio di verità, viene messo da parte. Perché «l’empatia, oggi, è sovversiva».
Ma il vero problema non è lui.
È un potere che teme la fragilità, perché sa che lì comincia la libertà.

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