SONO ARRIVATI GLI SCRICCHIOLII
Nel mio ultimo articolo del 16 febbraio, parlavo dei primi “scricchiolii” che si avvertivano nell’impalcatura dei sovranismi.
Ma lo scricchiolio che è venuto dagli USA sa più di botto pirotecnico che di scricchiolio.
Anche la CORTE SUPREMA conosce limiti alla pazienza (evidentemente)
E la reazione di Trump, cioè che si vergogna per i giudici, che questi hanno bocciato un provvedimento utile per gli USA, che essi lavorano per la Cina, segna plasticamente la differenza che c’è tra una dittatura, (sia pur nascente, perché gli USA non lo sono ancora) e una democrazia liberale.
Con la sempre benedetta divisione dei poteri e autonomia della Magistratura.
Qui da noi gli scricchiolii sono ancora pochi.
Però li attendiamo, perché la logica e la dinamica USA sono ampiamente registrabili anche nelle nostre “contrade” istituzionali.
Che poi se si attacca la Magistratura (che pure non è esente da pecche) in realtà si vuole attaccare la Costituzione.
La VERTICALIZZAZIONE del Potere nelle mani del Governo, cioè del potere esecutivo è un disegno ricorrente delle Destre tendenzialmente autoritarie. Non di quelle liberali. Si tende così a restringere gli spazi della democrazia.
E ancora una volta quando si dovrà decidere su qualcosa che riguarda la Magistratura, va tenuto presente che l’obiettivo principale è la Costituzione.
Alcuni consigliano di guardare nel merito della riforma. È possibile che sul piano strettamente dottrinale ci siano buoni motivi per sostenerla.
Ma come sempre in ogni decisione importante, che nella fattispecie tocca sette articoli della Costituzione, va osservato attentamente, molto attentamente il contesto nel quale la riforma è venuta alla luce.
Un contesto nazionale ma anche internazionale segnato da una (per ora) crescente espansione di autoritarismi di ogni genere e colore.
E non c’è da stare allegri!!
24 febbraio 2026 Penna a sfera🖊


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