“Il mio quaderno”poesia
di Frida la Loka
https://fridalaloka.com/2025/10/29/mi-cuaderno-poema/
Ti apro senza cerimonie, come chi si spoglia
davanti a qualcuno che già conosce i suoi tremori.
Le tue pagine, ancora vergini,
hanno il tatto di una pelle che attende
una morbidezza che invita a far scivolare la punta della matita come fosse lingua,
come fosse confessione.
Il tuo dorso scricchiola appena
come se respirassi con me,
come se sapessi che ciò che sta per essere scritto,
non si dice ad alta voce,
ma ha bisogno di corpo,
ha bisogno di carta che lo sostenga senza spezzarsi.
Ci sono giorni in cui ti riempio di furia,
con tratti che graffiano,
con frasi che sanguinano tra righe storte.
Altri, ti accarezzo con parole che scorrono leggere,
come dita che esplorano senza fretta,
lasciando impronte che non vogliono cancellarsi.
Non sei il testimone, sei la mia estensione.
Sei il luogo dove le mie contraddizioni si abbracciano,
dove l’osceno diventa elegante,
dove ciò che non si può dire trova la sua forma esatta,
il suo ritmo, la sua ombra, il suo profumo.
Il tuo odore mi inebria,
miscela di cellulosa, inchiostro e promessa.
Quell'aroma che resta sulle dita,
come se scrivere fosse anche un atto fisico,
un modo di toccare l’invisibile.
Non mi correggi.
Non mi interrompi.
Mi lasci essere, mi lasci cadere,
mi lasci scrivere ciò che non oso pensare ad alta voce.
E quando chiudo la tua copertina, non è un addio.
È un patto silenzioso: tornerò quando il corpo lo chiederà,
quando l’anima non ce la farà più, quando le parole, quelle che nessuno ascolta,
avranno bisogno di ritrovare casa.


Lascia un commento