Mentre il mondo politico perde tempo in “colti circuiti”, dibattiti e prese di posizione sulla querelle Trump-Meloni discettando dottamente sull’accaduto, fino a sfracassarci e sfinirci, si affaccia prepotente il tema della AI, che al di là delle consolatorie rassicurazioni di alcuni, rischia seriamente di essere un vero CORTO CIRCUITO per i suoi effetti a cascata.
Sul versante lavorativo gli effetti già ci sono e sono devastanti per perdita di posti di lavoro.
Augusto Barbera, presidente emerito della Corte Costituzionale si interroga sul fatto che mentre per tre secoli il costituzionalismo si è occupato di limitare i poteri dello stato a tutela delle libertà individuali, ora il costituzionalismo si dovrebbe occupare di limitare i “poteri sullo stato”.
Cioè di tutti quei “nuovi poteri” di cui l’ AI è diretta filiazione, costituiti dai giganteschi gruppi delle nuove tecnologie. Giganteschi per forza economico-finanziaria, per concentramento di sapere scientifico e sua applicazione.
Un panorama inquietante che riserva nelle mani di privati un potere enorme, capace, ed è qui il punto, non soltanto di condizionare la politica degli stati, la sicurezza dei loro apparati, ma addirittura di proporre nuovi paradigmi e modelli di stato svincolati dal tradizionale concetto di rappresentanza democratica, per arrivare a stati eterodiretti da questi nuovi potentati economico- finanziari e scientifico-tecnologici.
Dunque il problema è ora non tanto di limitare i poteri dello stato sui cittadini, ma di limitare i poteri di questi “NUOVI MOSTRI” sullo stato.
Mentre finora lo stato era la massima espressione e concentrazione del potere (già peraltro insidiato dalle storiche “multinazionali”) ora lo stato si imbatte in chi ha più potere di lui.
Ma non un potere meramente economico, che già sarebbe rilevante, purtuttavia all’interno di una visione tradizionale di supremazia statale.
No, in questa nuova e prossima prospettiva (brrr!!! ) lo stato sarebbe svuotato delle sue caratteristiche costitutive e ontologiche.
Cadrebbe completamente la rappresentatività del volere dei cittadini, (seppur ora solo parzialmente realizzata) perché estromessa da subentranti entità sovrane. Nuovi poteri assoluti, sovrastanti i nuovi sudditi.
Una rivoluzione regressiva che già in parte viviamo per lo strapotere del potere economico che ci condiziona e ci lega al profitto di pochi.
Ma nulla di paragonabile a quello che rischia di sopraggiungere.
Uso il verbo “rischia” perché ogni previsione è tale e non una certezza. C’è un margine di speranza che però si deve concretizzare sia nella riflessione che in una potente azione oppositiva.
Vorrei un “focus” molto più forte su questo dai parte dei media e dei partiti.
Anche… a costo di trascurare la querelle Trump-Meloni!!!!! 😃
24 giugno 2026 Penna a sfera🖊


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