
Ci siamo abituati alle giornate internazionali la qualunque.
Oggi la dedichiamo al gatto, al quale come è noto non frega niente di tutto questo.
Al gatto non interessano le nostre commemorazioni, inutili spesso anche quelle importanti.
Lui ha da fare altro, puntare occhi di giada verso l’infinito, perché il gatto lui si’ , lo conosce benissimo, dall’albero alla galassia più lontana.
Lui, il gatto ha da fare, sussurra agli artisti, parla alla nostra anima, attraverso vibrazioni cosmiche.
Lui ha da fare, guardarci in silenzio, quando soffriamo, lui non è un teatrante davanti al nostro dolore si siede vicino , ci guarda, restituendoci conforto, quando lascia accarezzare il suo pelo morbido, dimostrando il suo piacere con minimi movimenti del dorso.
Poi decide di regalarci il suo canto antico, quando fa fusa, quel suono che viene da lui ma non sai esattamente da dove.
Quel rumore rassicurante, che quando lo ascolti ti viene voglia di accucciarti accanto a lui, per addormentarti ascoltandolo, prendendoti la calma e il silenzio .
Chi non ha un gatto come compagno di vita, non sa, quale regalo prezioso della natura ha accolto nella sua casa e nella sua vita.
Serve pazienza, per sintonizzarsi con lui, ma quando avviene e il suo respiro e il nostro danzano all’unisono, allora è solo bellezza, ci perdiamo nella trasparenza dei suoi occhi, lasciandoci andare all’abbraccio regale di questo meraviglioso felino.
8 agosto 2024 🐈⬛gattapazza

Scrivi una risposta a Francesco METASONÌE Cancella risposta