Il chirurgo della pace

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Foto del mio album by paoladark

Il 13 agosto 2021 ci lasciava a 73 anni Gino Strada : letteralmente riporto da Wikipedia , “medico e filantropo”.

Lascio le definizioni di Wikipedia, perché il Dott. Gino , così lo chiamavano i suoi pazienti, e, per tutti gli altri medici, operatori sanitari e volontari di Emergency, era “Gino”, è stato molto di più per chi lo ha conosciuto e seguito per anni.

Antidivo, a volte ruvido, con quel suo passo lento, la schiena un po’ curva.

Il Dottor Gino aveva il modo di incedere di chi nella vita aveva visto molto, forse troppo.

Poi quando nei dialoghi , nei racconti, nelle interviste, venivano toccati gli argomenti a lui cari, il suo sguardo cambiava.

Lo sguardo dritto verso l’interlocutore, la voce forte, ferma, senza incertezze, le idee espresse con grande incisività.

Perché lui Gino non era un “buonista”, no !!!

Gino si “incazzava” di fronte a quello che lui non poteva accettare, la guerra!

Con il suo carico di vittime innocenti.

Negli occhi i corpi dilaniati dalle bombe intelligenti, in Iraq, nel suo amatissimo Afghanistan, le guerre durate troppo e che troppo male avevano fatto a popolazioni già fragili.

Nel 1994 insieme ad alcune persone e alla prima moglie Teresa Sarti, dà vita a Emergency, il primo nome scelto era EMERGENCY – Life Support for Civilian War Victims, e inizia il suo viaggio nelle zone coinvolte in conflitti per aprire i primi centri sanitari per vittime di guerra.

Negli anni l’attività dell’associazione è stata indirizzata anche alle vittime della povertà, per offrire cure anche nei paesi più poveri.

La povertà, come la guerra, mette a rischio la salute delle persone, anche in questo ambito l’attività è stata intensa.

Riepilogo dei paesi dove Emergency ha prestato supporto e cure alla popolazione:

DAL 1994 AFGHANISTAN, ALGERIA, ANGOLA, CAMBOGIA, ERITREA, IRAQ, ITALIA, LIBIA, NEPAL, NICARAGUA, PALESTINA, REPUBBLICA CENTRAFRICANA, RUANDA, SERBIA, SIERRA LEONE, SRI LANKA, SUDAN, UGANDA, YEMEN.(Un accenno doveroso al contenimento dell’epidemia di Ebola, in Sierra Leone).

La sua visione di una sanità per tutti, gratuita e di alta qualità, è diventata realtà visibile e tangibile negli ospedali scandalosamente belli in Sudan e a Entebbe (Uganda), nelle strutture ospedaliere in varie parti del mondo, nell’uso degli ambulatori mobili e fissi in Italia.

Una particolarità di queste strutture è che sono state sempre rese belle e accoglienti con giardini fioriti , supporto e cibo anche per i familiari dei pazienti, perché l’idea della “bellezza” che si accompagna alla cura è stata sempre considerata centrale nel “processo” di guarigione.

Un accenno doveroso anche all’assistenza fornita alle popolazioni colpite dal terremoto nelle Marche.

Di grande rilevanza è la formazione del personale locale nei paesi dove erano presenti le strutture sanitarie, per dare possibilità a medici e infermieri adeguatamente formati , di acquisire una propria autonomia professionale.

Gino Strada e le sue idee non sempre incontravano il favore dei politici, concentrati sulla loro necessità di fare propaganda.

Lui, che con la sua Emergency ha dato una speranza di vita a più di 13.000.000 , tredici milioni di persone, con gli ospedali per vittime di guerra, con le strutture mediche e di soccorso messe a disposizione di chi non avrebbe mai potuto curarsi nei paesi più poveri del mondo, rimaneva pressoché indifferente, (forte di avere dalla sua parte numeri di vite salvate inconfutabili), di fronte a parole e polemiche inutili.

Nei confronti televisivi , giornalisti e politici trovavano come interlocutore un uomo caparbio, convinto delle sue idee.

Le idee del Dott. Gino erano basate su principi che non negoziava con nessuno.

Al centro le persone, la cura, i diritti umani.

Cose che spesso i politici enunciano per mero interesse elettorale, o rifiutano, ripetendo il triste ritornello dell’ “aiutiamoli a casa loro”, senza spiegare come e con quali progetti mettere in campo questo “aiuto”.

Questo il Dott. Gino lo sapeva e se ne fregava.

Lui era l’uomo del fare , non aveva tempo per polemiche sterili, perché un chirurgo sa e conosce l’urgenza inderogabile della necessità di salvare vite, questa urgenza non comprende perdere tempo inseguendo il consenso dei politici e dei media, il tempo serve per mettere le mani su un corpo dilaniato o amputare arti a un bambino colpito dall’esplosione di una infame mina antiuomo.

Poi la grande utopia, il grande sogno da visionario, “abolire la guerra”.

Non era un folle!!

Un visionario è colui che ha una visione del mondo , della vita , del futuro e faceva la seguente considerazione : se tante cose nel tempo sono cambiate, dall’abolizione della schiavitù, ad altri progressi umani impensabili che sono poi divenuti realtà, perché la guerra è scontata e inevitabile?

Ribadiva deciso, “non sono pacifista sono “contro la guerra”, che non è differenza da poco.

Essere “contro” comporta un’azione culturale, persona per persona , fino ad arrivare a un grande, grandissimo movimento di opinione che metta all’angolo i signori della guerra e i mercanti di armi.

“Se l’umanità non butterà la guerra fuori dalla storia sarà la guerra a buttare fuori dalla storia l’uomo.(cit. Gino Strada)

Meglio delle mie parole è il contenuto di questo video del 2002.

Notare che parliamo di 22 anni fa.

Spostiamo avanti l’orologio e collochiamo questo discorso nella situazione contingente:

*Per chi vuole conoscerlo meglio e approfondire, propongo alcuni libri.

“Una persona alla volta” :Libro postumo, contiene alcuni suoi appunti e ricordi.

“Pappagalli verdi “sulle mine antiuomo.

“Buskashi” Viaggio dentro la guerra.

Altri ancora si possono trovare sul sito ufficiale di Emergency:

http://www.emergency.it

Il giorno della sua morte su “La Stampa” è stato pubblicato il suo ultimo articolo, proprio sull’Afghanistan, che in quel momento veniva lasciato dalle forze internazionali, abbiamo assistito alle scene dolorose di uomini , donne, madri e bambini che cercavano di salire sugli aerei, per sfuggire al regime dei talebani.

Di seguito il 🔗 link, per chi volesse leggere questo ultimo suo l’articolo.

https://www.emergency.it/blog/dai-progetti/cosi-ho-visto-morire-kabul-gino-strada/

Raccontare Gino Strada non è la celebrazione di un uomo, non lo avrebbe voluto, probabilmente accendendosi una sigaretta si sarebbe letteralmente incazzato.

Il Dott. Gino è stato un chirurgo eccellente, un forte e incrollabile sostenitore dei diritti umani, e, da testimonianze di chi lo ha conosciuto bene, sapeva ridere e scherzare, aveva ironia, era assolutamente “umano” nel senso più vero del termine.

Ciò non toglie che il suo posto è tra le persone che hanno fatto la storia, con le loro idee, nel suo caso con azioni concrete a sostegno dei diritti di tutti….ma proprio tutti, anche di quelle nate nei luoghi più poveri e disagiati del mondo, poiché ad ognuna riconosceva una unicità, guardando l’altro come simile che doveva essere trattato con pari dignità, con gli strumenti di cura riservati agli occidentali, a chi vive una vita tranquilla in paesi più ricchi.

Ho voluto dedicare questo articolo, nel giorno dell’anniversario della sua morte, a un medico e uomo di pace come Gino Strada, che fà parte di quella schiera di uomini e donne che sono passati lasciando tracce da seguire.

Sta a chi resta camminare su quella via tracciata.

Grazie Dott. Gino!

13 agosto 2024 🐈 gattapazza


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16 risposte a “Il chirurgo della pace”

  1. Avatar Cinzia*

    tu hai letto qualche suo libro…?
    buona giornata!

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    1. Avatar gattapazza

      Almeno 5 compresi quelli che ho elencato anche se uno era scritto dal progettatore del Salam Centre in Sudan🐈💖

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  2. Avatar luisa zambrotta

    Un Uomo di grande valore!!!

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    1. Avatar gattapazza

      Sì e manca moltissimo oggi una voce come la sua, grazie 💖

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      1. Avatar luisa zambrotta

        Ho avuto il piacere di incontrarlo perché conoscevo la sua prima moglie, la meravigliosa Teresa 💖

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      2. Avatar gattapazza

        Beh ci vorrebbe un’altro articolo anche su Teresa, con i suoi capelli rossi, se ricordi la vignetta che Vauro ha pubblicato il giorno della sua morte.
        Dove un bambino , disegnato, probabilmente il figlio di Vauro chiedeva:
        Papà com’è la pace e Vauro rispondeva “la pace e’ bella e con tanti capelli rossi!”Riferenfosi proprio a lei💖🐈‍⬛

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      3. Avatar luisa zambrotta

        La ricordo benissimo! L’ho memorizzata non solo sul PC ma nel mio cuore 💞

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      4. Avatar gattapazza

        Luisa💖🌹

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      5. Avatar luisa zambrotta

        😘

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      6. Avatar gattapazza

        😘

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  3. Avatar
    Anonimo

    Un grazie di cuore a Teresa e Gino con tanto affetto, oggi la vostra mancanza si sente più che mai.

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    1. Avatar gattapazza

      Grazie, la mancanza di una voce “contro” è forte💖🐈‍⬛

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  4. Avatar buio dentro - diario di un abusato

    Ha fatto la differenza per moltissime persone.

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    1. Avatar gattapazza

      13 milioni di persone salvate hanno sicuramente notato la differenza ♥️

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  5. Avatar Vincenza63

    Che meraviglia il tuo post! Sono commossa, Gatta Paola <3

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    1. Avatar gattapazza

      Gino, quanto manca “ora”!!!♥️

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