La rabbia in gabbia.

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Sono cresciuta con un’educazione laica, ma fin da giovane ho cercato il divino, come potevo usando più l’introspezione che il catechismo.

Ma sono europea, occidentale, italiana, ovviamente la ricerca si è indirizzata sulle nostre radici cristiane.

Cristo per me figura importante, per le sue parole, per gli insegnamenti, per la sua “divinità”.

La vicenda che sento più vicina alla mia ricerca e’ quella dell’adultera.

Gesu’ ferma una lapidazione indicando gli uomini con le pietre in mano, dicendo loro: “chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra “.

Altra suggestione per me importante è racchiusa in una frase detta da Gesu’ in Matteo cap.25,35-40, che recita: “perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere : ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo il Re dirà loro:In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo dei miei fratelli più piccoli lo avete fatto a me”.

Potrei fermarmi qui, ma questo pensiero attraversa molti laici e atei.

Il rispetto dei più deboli degli ultimi, la contrarietà a considerare l’altro come scarto.

Sono principi universali, appartengono alla categoria (che non ha religione) ,dei diritti umani.

Questa premessa mi serve per parlare di carceri, di colpa, di pena, di detenuti.

Nel pieno rispetto delle regole condivise e della legge, un reato, riconosciuto come tale, deve prevedere una pena “adeguata “.

In quest’ultimo aggettivo è racchiuso quello che è un mio pensiero personale.

Viste le condizioni allucinanti di vita, se possiamo definirla tale, può una condanna a 5 anni di reclusione trasformarsi in pena di morte?

Perché un detenuto, fragile e stanco si è suicidato?

Credo di no, la punizione seppur legittima, ha un limite, il limite è il rispetto dei diritti umani, diritti che vanno riconosciuti anche ai detenuti.

Ma questa è una società indifferente, egoista, moralista, (la Morale è altra cosa), pronti a puntare il dito noi, che per fortuna, per formazione, grazie a una famiglia non abbiamo sbagliato come chi è in carcere.

Siamo certi che noi non commetteremo mai un reato e che se non lo abbiamo commesso forse non è tutto merito nostro?

Una società civile deve occuparsi di chi sbaglia, non può accettare morti in carcere, non può non pensare di organizzare una rete seria di supporto alla riabilitazione di chi sbaglia.

Psichiatri, psicologi, assistenti sociali, insegnanti, educatori, dovrebbero essere assunti in massa per svolgere un ruolo così “alto” .

Invece no!

Che ce ne frega di quei quattro delinquenti, che marcissero nelle patrie galere, senza distinguere tra reati diversi, mettendo sullo stesso piano il piccolo spacciatore e il mafioso che conta nel suo curriculum decine di omicidi.

Gli uomini non sono tutti uguali, ne consegue che i reati non sono tutti uguali.

Una legge giusta deve prevedere una pena altrettanto giusta,

Non è così, anche qui il denaro fa la differenza, se puoi permetterti il grande avvocato, che mette in difficoltà il giudice ti fai i domiciliari nel villone.

Se sei povero starai a 40 gradi insieme ad altre 5 persone in una cella.

Naturalmente in questa disattenzione, che diventa quasi fastidio, quando si tratta l’argomento “carceri”, inseriamo tra le vittime di un regime carcerario disastrato anche chi nelle carceri ci lavora.

Termino, ci sarebbe ancora molto da dire, provando ad affermare che in un paese cristiano, non si può fare finta di non avere letto o di non conoscere le parole di Cristo, mi aspetto da chi crede molta attenzione su questo tema.

Me lo aspetto anche dalla società laica, o atea che non può solo enunciare i principi della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani , art. 7/8/9/10/11, non basta!!!

Tocca allora alla società tutta farsi carico di pretendere una detenzione umana.

A tutti noi credenti, laici, agnostici, atei, se pensiamo che il progresso umano deve avanzare quanto quello tecnologico, spetta il dovere di occuparcene.

18 agosto 2024. 🐈‍⬛gattapazza


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17 risposte a “La rabbia in gabbia.”

  1. Avatar baglio2013

    Post bellissimo. La tua indagine mi ha molto colpito. Hai realmente fotografato quello che dovrebbe essere e quello che al contrario riscontriamo nei nostri istituti di pena.
    Grazie per il tuo contributo.

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    1. Avatar gattapazza

      Grazie a te , diciamo che sono sensibile rispetto a chi vive le disuguaglianze anche in carcere.
      Cerco di non arrabbiarmi, guarda i politici, le peggiori nefandezze che ricadono su migliaia di cittadini, villini, macchinoni, articoli di pennivendoli che li proteggono.
      Il ragazzo di periferia nato in una famiglia disagiata, o, uno straniero che non sa come vivere non verranno difesi da nessuno.
      Grazie veramente di aver apprezzato quello che ho scritto!💖🐈‍⬛

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  2. Avatar marcello comitini

    Posso soltanto aggiungere che sono pienamente d’accordo con te, sia come cristiano che come cittadino del mondo. Grazie Paola. I tuoi pensieri sono necessari per riflettere e ripensare a certi “nostri” comportamenti.

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    1. Avatar gattapazza

      Grazie Marcello🙏, il rispetto degli altri, soprattutto dei più deboli dovrebbe essere regola condivisa tra credenti e
      non credenti lungimiranti!
      Grazie per il tuo commento, davvero 💖🐈‍⬛

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      1. Avatar marcello comitini

        Non mi ringraziare, Paola 🌹. Sono io che ti ringrazio di ricordare i deboli e tutti coloro che vergognosamente dimentichiamo.

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      2. Avatar gattapazza

        🌹🌹🌹

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  3. Avatar marisasalabelle

    Le carceri stanno esplodendo, rivolte in continuazione. Suicidi. I detenuti vivono in condizioni indegne.

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    1. Avatar gattapazza

      Esatto, 😣

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  4. Avatar ziokos

    Scusa arrivo solo ora. Bel post che mi fa venire in mente una domanda : “non sembra anche a te che l’evidente e continua dissacrazione della nostra società ci abbia tolto umanità?”

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    1. Avatar gattapazza

      Esatto ziokos, la società è un’entità collettiva, formata da persone, da esseri umani.
      Hai espresso un pensiero che condivido pienamente, la società è impoverita di valori forti, di ideali e di “sacralità “.
      Quindi dici bene ci hanno tolto l’umanità.
      Grazie, buona serata 🌆 🐈‍⬛

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  5. Avatar silviatico

    Quello della giustizia non è un argomento facile. A maggior ragione in una società ingessata fortemente classista come quella odierna. È chiaro che il carcere viene visto come strumento repressivo per dare falsa sicurezza a chi è vittima, in primis, del sistema corruttivo politico e sociale che aspira ad una certa stabilità sociale per procedere nell’opera di spoliazione del bene pubblico. Una falsa sicurezza perché, aumentando gli squilibri economici e impoverimento di larghi strati di popolazione, cresce anche la delinquenza e l’insicurezza pubblica. Ecco perché si determinano nuovi reati per colpire forme di “disturbo” sociale. Mentre dall’altro si procede a smantellare le regole che dovrebbero assicurare una più equa redistribuzione della ricchezza, tesa a ridurre condizioni di disagio e alienazione. Purtroppo la disaffezione degli elettori dalla politica, dovuta alla decadenza sociale, è sintomo dell’incapacita di esprimere una classe politica adeguata alle esigenze del periodo di transizione che la specie umana sta attraversando.
    Grazie per la riflessione e chiedo venia per l’eventuale poca chiarezza. 🌹

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    1. Avatar gattapazza

      Sei stata chiarissima, musica per le mie orecchie ascoltate parole che non si usano più, perché temute, non perché non hanno significato, come classista, repressione, dare falsa sicurezza, squilibri economici.
      Il mio pensiero è che tu abbia centrato in pieno quello di cui non si vuole parlare.
      Le disuguaglianze economiche , nazionali e internazionali, che probabilmente sono all’origine di tanti mali.
      Disumanizzano l’essere umano, soprattutto se povero, deve restare povero.
      Sei nato a Scampia, morirai a Scampia, non si emerge dagli strati sociali più poveri, si deve restare nella scala sociale più bassa.
      L’ascensore sociale, e’ rotto manca l’ascensorista🧐
      Se parli di questo sei un comunista e “radical chic”, parola che odio usata a sproposito contro chi vorrebbe un po’ di redistribuzione della ricchezza.
      Perché è giusto,un riequilibrio, che non vuol dire odiare i ricchi.
      Che si godessero tutti la ricchezza se guadagnata senza sfruttare nessuno.
      Per la cronaca, che magari non interessa nessuno sono talmente radical chic, da essere figlia orgogliosa di un operaio, e nipote orgogliosa di un nobile pastore delle terre d’Abruzzo, che dalle montagne qualche camionetta dei nazisti l’ha buttata giù.
      Ecco, grazie Silvia, davvero, anche se sono andata un po’ sopra le righe.
      💖🐈‍⬛

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  6. Avatar Emyly Cabor

    Hai scritto un bellissimo post Paola 👏👏

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    1. Avatar gattapazza

      Sono un’emotiva scrivo quando vorrei urlare ma non posso 🌹🐈‍⬛

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  7. Avatar Emyly Cabor

    La scrittura è già un urlo è arriva lontano 😉

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    1. Avatar gattapazza

      Si’ credo di sì 💖🐈‍⬛

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  8. Avatar worldphoto12

    BUONA DOMENICA

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