“2001 odissea nello spazio” di Stanley Kubrick “L’alba dell’uomo”
Già scritto in un articolo che questo è il film che ho visto più volte, credo di aver superato le 10 volte, anche perché la prima volta “so solo” di averlo visto, ma ero con i miei, non avevo l’età per capire.
Negli anni l’ho visto e rivisto, quando ne ho avuto l’occasione, spesso a distanza di tempo.
La lettura di quello che vedevo cambiava con la mia età, ogni volta cambiava anche quello che mi ritornava, come emozione, come riflessione e suggestione.
Ma lo amo e lo amerò per sempre.
Non ho difficoltà nel definire Kubrick un genio nel suo mestiere, un genio visionario.
Per colpa o per merito di questo film sono appassionata di fantascienza, appassionata soltanto, esperta, per niente, ma le passioni sono tali perché si bastano e mi bastano, non devo fare l’esegesi di quello che mi piace.
Anche se di questo film conosco abbastanza, per curiosità, proprio perché appartiene alla mia storia e alla mia crescita, segnando epoche diverse della mia vita.
Ci sono veri trattati su quest’opera, più che sufficienti.
Questa è una delle scene più simboliche.
L’alba dell’uomo, viene definita, e, di fatto credo che Kubrick quel momento abbia voluto descrivere.
La scimmia che batte in modo sempre più violento con un osso, fino ad uccidere un animale, per poi alzarsi eretta e urlare, alzando il braccio minaccioso con l’osso che poi prenderà la forma di un’astronave.
Una scena violenta, perché l’uomo lo diventerà, non solo per procurarsi cibo purtroppo, la forza, la prepotenza della scimmia che sta diventando homo sapiens racconta l’evoluzione di quella che sarà poi la specie più pericolosa del pianeta.
20 marzo 2025 🐈gattapazza


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