Riflessioni e saluti da un resort “diverso”.

Fatto, dopo tre mesi di chiamate e annullamenti un intervento chirurgico, non preoccupante a parte non si trovino intoppi durante l’operazione
Rifletto dalla stanza del mio resort ospedaliero, la sensazione di spaesamento nell’entrare in una sala operatoria, essere intubati per poi risvegliarsi con quella strana sensazione di essere sospesi in un non luogo.
Un po’ di dolore, finalmente il ritorno nella stanza dopo che il chirurgo ( donna) mi dice “tutto bene signora”, tra due giorni è a casa.
E mentre ritornavo in stanza dal blocco operatorio una delle infermiere ha intonato “L’avvelenata”di Guccini e io non ho perso l’occasione nonostante la poca voce per l’intubazione e l’ho seguita , alla fine siamo arrivate a cori femministi sguaiati e la collega più giovane rideva.
Faccio le riflessioni che si fanno sempre, forse, quando si è in un ospedale, comunque la morte si sfiora, a volte si vede, inconsciamente si teme.
Dopo quattro giorni di digiuni e prescrizioni, qualche dolorino, i punti il resto, stamattina la colazione un tè’.
Che a me non piace ma stamani sembra una cosa meravigliosa.
Allora come sempre ci si accorge che alla vita ci teniamo, a quella vita spesso piena di problemi, incertezze, fatiche.
Quella vita che spesso ci fa incazzare ma che alla fine vale.
Vale un giorno in più, con il mio te’.
Vi leggerò con un po’ di ritardo , cercherò di riprendere i vostri articoli, qualcuno mi sfuggirà.
Antonello Venditti va bene per questo giorno in più 🌟
17 maggio 2025. 🐈⬛gattapazza


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