
Credo che molti di noi ricordino cosa stavano facendo il 23 maggio 1992 alle 17,58.
O poco dopo!
Io lo ricordo, cose di routine, ero in soggiorno sul divano , tv accesa in attesa di preparare la cena .
Il mio gatto rosso Rambo accoccolato accanto a me , poi l’interruzione brusca dei programmi e negli occhi immagini apocalittiche, quelle auto distrutte, la polizia, le parole del cronista.
“Attentato a Giovanni Falcone!”, nell’auto sua moglie, e poi saltati in aria anche gli agenti della sua scorta, la scorta, si’ la scorta.
Sono momenti in cui il tempo si ferma, si resta muti e immobili .
Capisco che quello che vedo e che sento e’ grave, molto.
Chi di noi non lo ricorda, cosa stava facendo? Un po’ come l’11 settembre , ricordiamo esattamente dove eravamo e cosa facevamo.
La nostra mente registra e stampa nella memoria eventi che segnano la storia.
Oggi commemorazioni e fiori, giuste, dovute, e una domanda, senza gridare al “gomblottoh”!
Mafia, c’è ancora?
Notizie poche o non pervenute, perché non c’è più o siamo sottoposti ad armi di distrazione di massa?
Magari è diventata “virtuale”!
Oppure abbiamo chiuso gli occhi, o meglio, ci hanno coperto gli occhi.
Mi è tornata in mente questa canzone dello scomparso Giorgio Faletti.
23 maggio 2025. 🐈⬛gattapazza


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