Articolo di Penna a sfera🖊

Immagine generata con AI
Può capitare di imbattersi che due o più persone vengano alle mani. In genere la reazione dei presenti è quella di dividerli e di placarli, prima che la situazione degeneri gravemente.
C’è però anche gente che spara, ferendo o uccidendo.
Negli stati moderni la violenza privata, il farsi giustizia da soli è vietato. Il monopolio della giustizia è dei tribunali. Il monopolio della forza e della violenza è delle forze di polizia.
Tutto però cambia, in virtù di questo monopolio statuale della forza, quando sono in ballo interessi tra stati.
È vero che dopo la 2 Guerra mondiale si è cercato di non usare la forza di uno stato contro uno o altri stati, attraverso la definizione e il rispetto del Diritto internazionale e di organismi internazionali deputati a risolvere i conflitti.
Un po’ come nel caso di un conflitto tra privati dove i presenti cercano di calmarli e farli ragionare, così nel pubblico, il Diritto internazionale e gli Enti internazionali, hanno la funzione di placare gli stati in conflitto e riportarli a un tavolo di confronto e di soluzione.
In questo senso la GUERRA tra stati, in scala notevolmente maggiore, ricalca la medesima dinamica del venire alle mani di un gruppo di cittadini contro un altro.
Ora il fatto che il monopolio della forza e della violenza sia dello stato non giustifica che prima di passare al conflitto armato tra gli stati, non vengano usati gli strumenti del diritto e della diplomazia.
Ma ora sembra che la GUERRA sia l’opzione primaria.
La GUERRA produce MORTE E DISTRUZIONE.
Ormai queste parole vengono pronunciate come un ritornello.
Ma se l’attività umana ha sempre cercato di costruire, di creare città meravigliose nel tempo, nei secoli, la GUERRA distrugge tutto questo in un momento.
Se anche ogni animale cerca l’habitat migliore per se è per i suoi piccoli vuol dire che il concetto di VITA E COSTRUZIONE è antitetico a MORTE E DISTRUZIONE.
E per cui si spendono cifre impressionanti per strumenti di distruzione.
Nelle foto dei tempi di pace si vedono i bar pieni di gente, di chiacchiere, di aperitivi, di dolci. Una corrente di vita li pervade intrecciando il buono dei prodotti al bello di un incontro, di un discorso e anche ai baci di due fidanzati.
Nelle foto dei tempi di guerra il bar è semplicemente distrutto, svuotato di tutti quei contenuti materiali e spirituali che ne facevano un habitat ideale per la corrente di vita che lo attraversava.
Salviamo i bar, salviamo l’umanità, salviamo la VITA e la COSTRUZIONE.
SALVIAMOCI
18 giugno 2025 Penna a sfera🖊


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