Il paradosso del panorama internazionale è che un presidente come Trump in rapido spostamento verso la dittatura, si erge a difensore dei cittadini di paesi governati da dittature.
Lui che affossa il sistema democratico lavora per portare la democrazia altrove.
Ma infatti non è vero. Sta semplicemente facendo i suoi interessi e degli USA di rimbalzo.
Sono interessi economici di altissimo valore per l’accaparramento di quante più risorse possibili.
Soprattutto quelle necessarie alla produzione e allo sviluppo delle nuove tecnologie.
Gli interessi dei cittadini appaiono solo sullo sfondo di questo scenario neo-imperialista.
Medesima preoccupazione suscita lo sdoganamento delle azioni militari da parte degli USA, limitate per ora ad interventi rapidi e spettacolari, ma che non incidono sul ripristino della democrazia.
Questo non interessa a Trump.
E le esperienze in Afghanistan e Iraq per esportare la democrazia sono state fallimentari.
E allora come non valutare le pressioni militari per indurre le dittature a trattare con gli USA e ricavarne vantaggi economici e politici in funzione anti-Cina?
È l’ipotesi più probabile ma anche molto inquietante.
Ad ora non sappiamo se la Cina si porterà sulla stessa linea d’azione.
Ma il rischio c’è nel momento in cui Cina e poi la Russia decidessero di competere con le stesse armi (è il caso sinistramente di dirlo)
Quello che si configura sono possibili conflitti tra autocrati inizialmente su Paesi terzi e poi, chissà, fra di loro.
La supposta internazionale dei sovranisti è infatti una bufala di notevoli dimensioni.
Essa funziona quando c’è un vero o presunto nemico esterno da abbattere.
Poi quando la fase è superata, il nemico è scomparso, ogni Paese sovranista, poiché per definizione deve pensare ai suoi interessi, entrerà in concorrenza e in conflitto aperto con gli altri Paesi sovranisti.
Il PESCE SOVRANISTA più grosso si papperà gli altri.
Mi pare che stia già accadendo. O no!
14 gennaio 2026 Penna a sfera🖊


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