Dove ero rimasta? Dovrei dire rIcordando il buon Enzo Tortora.
Non ho letto niente, non sono enrata sul blog, non riuscirò ancora a leggere, non ho la forza per farlo, non riesco a leggere nemmeno i vostri commenti, le vostre belle poesie, volevo anche chiuderlo, volevo chiudere tutto, tante cose, lasciare la mia associazione, quantomeno sospendermi.
Qualche buona amica mi trattiene, frena la mia impulsività, la ringrazio per questo.
Mio marito dice sempre che io non do l’ergastolo alle cose e alle situazioni, ma direttamente la pena di morte, chiudendo cose e spesso rovinando ciò che ho costruito nel tempo.
Vivo nella mia camera, cercando di dormire, non vado in piscina, sento qualche amica al telefono, spesso lo spengo, soprattutto perchè voglio dormire.
Sono diventata cattiva, riesco a sfanculare pure i medici, li maltratto, loro sì dall’alto della loro sapienza, non li sopporto.
Mio marito dice che non rido più, c’e un’aria pesante in casa, e, io scendo sempre di più in quel buco nero che come i buchi neri dell’universo si prende energia e vita e ti annulla.
Ha un nome certo, non lo dico il nome, perchè se lo dico poi io divento quella cosa per sempre, quella cosa lì, sì, “il male oscuro”, “il male di vivere”.
In questi momenti anche la morte non fa paura, questa è la cosa incredibile, noi che siamo attaccati alla vita come le cozze a uno scoglio, se stiamo come io sto, la guardiamo con indifferenza.
Perchè dovrei svegliarmi domattina?
Per fare cosa?
Perchè ne vale la pena?
Davvero ne vale la pena per l’azzurro del cielo? Per il profumo del caffè? Per la cara amica che con due parole qualche giorno fa mi ha spezzato in due senza rendersene conto?
Per grattare la testa a Lucreziona?
Sono anche arrabbiata con mio marito, se non ci fosse chissa!!!
Sarei libera anche di fare altro!!!
Che fare?
Meditazione Zen, Mindfulness, psicoterapia, pasticchine, passeggiatine, .
Cose che conosco, tutte.
Io, la gatta sgarrupata e piena di cicatrici di tante battaglie, (così mi definì una mia insegnante di laboratorio teatrale), sono una vecchia gatta stanca, arruffata, bagnata dall’acqua, una combattente che non sa più combattere , che dal fango non ha più la forza di rialzarsi.
Troppe le battaglie, davvero, ho cominciato a tre anni e la vita non mi ha dato che piccole tregue.
Una volta decisi di incontrare una psichiatra, dopo avergli raccontato la mia vita, mi disse” complimenti Paola lei è una combattente di razza!!!
Da quel momento non l’ho voluta più vedere, visto che ero una grande combattente con lei cosa dovevo farci?
Ma dentro di me , mentre sono spiaggiata sul mio letto al buio, la sensazione che mi fa paura è la grande immensa rabbia che provo, così grande da costruirci un’arma nucleare, se non fossi pacifista.
Allora resto ferma, perchè, più che avere paura mi faccio paura, allora resto immobile, nel nulla in attesa di nulla, con il vuoto intorno, in silenzio.
Magari, prima o poi troverò la strada per uscire da questo tunnel, forze sarà la rabbia a farmela trovare forse.
L’ultima volta che mi sono trovata a toccare il fondo in queso modo è stato 15 anni fa, pensavo che non mi sarebbe più capitato, che ero forte e avevo gli srumenti per non cadere in questo pozzo oscuro e infame.
Non è così, è sempre dietro l’angolo per farci lo sgambetto e me l’ha fatto!
Il blog resta aperto, se lo chiudessi mi farei più male di quanto già me ne faccia.
Un saluto a voi.
Paola


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