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L’infezione è la guerra, la guerra.
Siamo così vicini alla scomparsa.
La lingua si velluta
mentre tratta la tenerezza,
il cuore è legato da un laccio emostatico
quando si ama,
per non sentirci cadere
e cadere e cadere.
È tutto ciò che resta, dopo il filo spinato.
Il cuore ci tiene uniti,
va oltre i movimenti di lingue.
Vicini a una sepsi nata
da un fruscio di foglie,
fredda, umida, fredda fredda,
come una granata a mano, esplosivi,
molotov, benzina
e il nostro sasso di Davide.
Sarà educata, educata, diranno,
devi solo chiudere gli occhi
come fosse una banda di ottoni.
L’infezione è la guerra, è la guerra.
(Ricorderò la cascata al rallentatore,
o la bellezza della tua bocca confinata).


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