Roma fuori era un brulicare di stranieri, movida , stormi di giovani, mangiatoie sui marciapiedi, urli selvaggi da comitive improbabili, suore frettolose, traffico ingolfato ma a 30 km orari., mi raccomando!
Poi sono entrata a Sant Ignazio di Loyola, una delle Chiese più belle della città che ospita concerti .
Il Requiem di Mozart lo ascolto dal vivo almeno una volta l’anno.
Non sono un’esperta di classica ma in pochissime opere trovo la stessa completezza che trovo nel “Requiem”.
C’è tutto, dalla potenza che ti incolla alla sedia del “Dies Irae” , al dolore struggente di “Lacrimosa”, alle arie più dolci, ai fugati.
Tutto in un pezzo classico definito il più rock della sua epoca.
Mozart ha lasciato l’immortalità e a me sta accoglierla come faccio ogni anno.
Il titolo dovrebbe lasciare un’impronta di mestizia e tristezza, riportare alla morte, alla fine, con me non ha mai funzionato così.
Dopo il concerto sono uscita rigenerata, conoscevo degli amici che cantavano nel coro, c’è stata una piacevole passeggiata.
E’ stato come un balsamo benefico, solo la musica sa esserlo, solo la musica può.
🐈⬛gattapazza


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