È tempo di una radicale alternativa a un tipo di società e di economia che stanno distruggendo il tessuto sociale e la stessa sopravvivenza di tanti.
Un’economia capitalista aggressiva sta dettando l’agenda mondiale e condizionando centinaia di nazioni.
E non si identifica più solo con le esauste e sotto attacco democrazie liberali. Autocrazie, dittature, teocrazie operano anch’esse nel Capitalismo.
Si è superato il binomio Capitalismo-democrazia che, sia pure debolmente, ancorava il Capitalismo alle esigenze sociali e del diritto.
La combinazione di ideologia comunista e di sfrenato Capitalismo, non a caso connota la Cina che è lontana mille miglia dalla democrazia liberale e dal rispetto dei diritti umani.
A ciò si deve aggiungere il Capitalismo finanziario, meglio, l’economia finanziarizzata che lucra profitti enormi senza produrre nulla.
Affari e profitto, profitto e affari sembrano ormai realtà totalizzanti in cui la funzione sociale dell’economia (ricordata dalla Costituzione) è semplicemente e desolatamente assente.
Come a dire noi potenti capitalisti facciamo i nostri interessi. Se per caso qualcosa rimane ai popoli, accontentatevi!
I media si baloccano con le vicende di partiti e politici di nessun reale interesse, buone sole ad alzare gli ascolti nei tempi brevi.
E invece non promuovono inchieste su questi temi fondamentali dell’economia e degli intrecci ideologici e politici, mentre il disastro è dietro l’angolo.
Le centinaia di aziende vendute e svendute a Fondi di investimento che lucrano e poi chiudono, emigrando verso terre migliori per le loro convenienze, sono all’ordine del giorno. Ma i media trattano l’argomento spesso limitandosi a brevi collegamenti con i picchetti di operai incazzati e poi ciao. Si torna ad ascoltare il “verbo” di inutili, ridicoli politici, che pur devono avere momenti di visibilità televisiva!!
Di fronte allo strapotere di questo Capitalismo, assassino di popoli e di economie, rinvigorito dai giganti delle nuove tecnologie, compresa l’ IA che si fà?
Guardando a questa Italia, ora in questo tremendo contesto internazionale, si ha la netta sensazione seguente:
1) difficoltà ad arrivare a un cambio di governo nel 2027
2) ma se anche ci si arrivasse cosa potrebbe cambiare radicalmente?
Quello che serve è rimettere al centro la Sanità Pubblica, eliminare le disuguaglianze sociali, ridistribuire il reddito, tassare in proporzione al reddito, tassare decentemente i redditi non da lavoro, iniziare a eliminare l’evasione e l’elusione fiscale, ridare giustizia e dignità al lavoro sopprimendo quello precario e combattendo il “caporalato”, rimettere in piedi scuole e università pubbliche.
In una parola: giustizia sociale.
Al momento non scorgo nessun programma, tantomeno uno vagamente socialista.
Si parla di valori democratici e di giustizia sociale che fortemente dubito che i componenti del campo largo (largo quanto è un altro problema!!) possano prima di tutto concepire e poi realizzare.
14 giugno 2026 Penna a sfera🖊


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