E io aspetto quel momento, il momento in cui tirerò su il naso oltre il soggiorno, oltre le giornate che non finiscono, oltre questo silenzio che invece ha parole.
Aspetto che le mie gambe mi portino fuori, dove magari di sera tardi in questa calda estate, tra i riflessi delle luci della città uscirò almeno a intravederle le stelle.
Aspetto e magari inizierò un discorso breve con loro, intanto breve, poche parole quelle che servono , quelle che hanno bisogno di uscire.
2 luglio 2026 🐈⬛gattapazza


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