Ciò che avviene in America oggi, avverrà altrove qualche tempo dopo.
Si è sempre detto così.
L’America come apripista e laboratorio di nuove idee, costume, moda, cultura.
Oggi registriamo una nuova tendenza. Alcuni settori dei democratici USA sembrano avere preso sul serio l’idea di introdurre elementi di “socialismo” nella loro politica.
Non solo il sindaco di New York ma tanti altri.
Una specie di “allarme rosso” per il declino della società americana, vittima di un capitalismo quanto mai aggressivo e quanto mai oppressivo, che di fronte alle sue ormai evidenti e insanabili contraddizioni, mostra tutta la propria strutturale incapacità di comprendere e governare un mondo complesso e fortemente evolutivo.
La giustizia sociale, una sanità finalmente pubblica, un argine alle gravi disuguaglianze, entrano nel vocabolario di una nuova classe politica che ha ormai toccato con mano l’incapacità dell’attuale sistema di riformarsi e risolvere i problemi.
“Socialismo” è una parola assolutamente vietata negli USA.
Nemmeno un socialismo riformista è stato mai accettato. Fà pensare troppo al comunismo!!
E così Trump, in un recentissimo intervento, ha tuonato contro il “pericolo comunista”. Perbacco!
Il leader del capitalismo a stelle e strisce si sente minacciato!!
Trump e la giustizia economica, sociale, la sanità pubblica sono infatti due mondi agli antipodi.
Sarà da seguire con attenzione questa “novità americana”, nata all’interno della patria del capitalismo.
Credo che ci stupirà e che sarà in grado risvegliare speranze assopite.
Per ora attendiamo e speriamo in un positivo contagio!
6 luglio 2026 Penna a sfera🖊


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