Quando l’Europa si godeva la pace post-bellica si mantenevano attivi e sottovalutati conflitti regionali.
Primo fra tutti quello israelo-palestinese, in atto dal 1948, che ha dato forma e forza a un’infezione trascurata e da anni conclamata e gravissima.
Quel conflitto ritengo sia la madre di molti conflitti attuali soprattutto nella modalità del terrorismo.
Una gravissima miopia politica saldata a interessi economico-finanziari e geopolitici ha lasciato imputridire una situazione oltre ogni limite.
I territori occupati da Israele nella “guerra dei sei giorni” del 1967 non sono mai stati più liberati, ad eccezione della Penisola del Sinai restituita all’Egitto molto anni dopo.
La “sindrome da assedio” nota da sempre in Israele non è stata mai “curata” dal mondo occidentale osannante l’unica democrazia medio-orientale.
A maggior ragione l’Occidente doveva impedire che Israele scivolasse in una regressione così folle.
Le vicende di Gaza, della Cisgiordania, del Libano e dell’Iran testimoniano di questo sfascio pressoché irrimediabile.
L’Occidente e Israele hanno sempre avuto gli strumenti culturali e politici per rimediare alle tensioni col mondo arabo, ma non li hanno usati lasciando mano libera a Israele, paradossalmente contro il suo stesso interesse.
Al netto degli errori politici nella realizzazione della fondazione di Israele, pure ci sarebbe stata la possibilità di rimediare, attraverso una visione larga e di politica alta da parte di Israele stesso, per sviluppare un rapporto col mondo arabo, in primis con i palestinesi attraverso la costruzione di uno stato, già rifiutata dagli arabi nel 1948.
In questa terribile dinamica di vendette e veti incrociati, di lungimiranza politica assente, si è arrivati a uno stadio finale dell’infezione.
Siamo ormai in mano al fondamentalismo ebraico e musulmano che nella loro reciproca ottusità e insensatezza stanno portando il mondo verso un tangibile pericolo e stanno distruggendo vite e speranze per quei due popoli.
Come poteva Israele con soli nove milioni di abitanti far fronte a centinaia di milioni di arabi? Non era logico trovare soluzioni diplomatiche?
Ora siamo andati oltre, mentre gli stessi fondamentalismi, autori del disastro, si considerano i suoi risolutori!!
Il conflitto arabo-israeliano ha ormai fatto scuola fondando l’era del terrorismo mondiale dagli anni ’70, incrementando una interpretazione fondamentalista della storia che vede ultimamente gli stessi USA come perfetti allievi, la Russia nella versione più sanguinaria, l’ Iran il più antico e orribile imitatore.
Ci si lamenta dell’eclissi del Diritto Internazionale, della diplomazia e della democrazia.
Il fatto è che oggi il Potere ha deciso che può farne a meno. La “legge del più forte” è la conseguenza del prevalere di logiche di forza sulle logiche del diritto e della democrazia.
E il FONDAMENTALISMO nelle sue molteplici variazioni è proprio espressione di tutto questo.
NON CE NE SIAMO ACCORTI
Oggi dovremmo cambiare, a partire dai governanti, perché ogni conflitto sottovalutato, minimizzato, usato, incoraggiato, dimenticato, nel tempo genera disastri!!
ACCORGIAMOCENE.
22 agosto 2026 Penna a sfera🖊


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