Il 20 settembre in Russia, il 27 ottobre in Israele, il 3 novembre negli Usa.
Nel desolato panorama internazionale di autoritarismi destabilizzatori e guerrafondai le tre elezioni generano una speranza.
Forse vana, forse irrazionale, ma forse anche plausibile.
Ma da qui a quelle date niente sarà facile.
La missione del capo della CIA e del ministro degli esteri vaticano a Mosca, segnalano un allarme legato a possibili iniziative belliche di Putin per rilanciarsi nel Paese. Non che possa perdere, ma comunque declinare è possibile.
Da Netanyahu, allo stesso modo, ci si possono aspettare inasprimenti militari a Gaza, in Cisgiordania, in Libano, per sottolineare la sua vocazione aggressiva e di difensore/giustiziere di Israele. Esasperare i conflitti è la ricetta per tentare la conferma, non certo virare verso la pace!
Quanto a Trump il pericolo è che incrementi una “strategia del caos” per sferrare KO agli avversari interni e internazionali.
Tradotto significherebbe ripresa del conflitto iraniano e/o stretta economica,
ulteriori dazi, delegittimazione degli avversari (legale o illegale) fino al sabotaggio delle elezioni, nel caso di perdita dichiarandole “truccate” così da non riconoscerne l’esito.
Si può ipotizzare che settembre e ottobre saranno due mesi di passione, di forzature, di crescente instabilità.
Una sorta di “Quaresima” internazionale, di periodo penitenziale laico in vista di una Pasqua laica.
A risorgere laicamente dovrebbero essere innanzitutto la GIUSTIZIA e la DEMOCRAZIA e con esse la PACE, tutte orribilmente e ugualmente sfigurate.
Verrebbe da evocare per i tre governi il detto latino: “SIMUL STABUNT, SIMUL CADENT” (insieme staranno, insieme cadranno).
È certamente una speranza (molto coltivata! ), ma è anche la presa d’atto della forte somiglianza “sovranista” dei tre governi e quindi di una loro auspicata medesima sorte. “Dalle stelle alle stalle”!
Mah!!!
1 settembre 2026 Penna a sfera🖊


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