Due grosse “tenaglie” nazionaliste/sovraniste sono in azione da tempo per stritolare e demolire le democrazie liberali.
Quella americana di Trump e quella russa di Putin.
La prima ha per base l’ideologia MAGA, la seconda l’ideologia RUSSKIJ MIR.
L’ideologia MAGA ha elementi nazionalisti, isolazionisti, razzisti e di concentrazione autoritaria del potere nelle mani dell’esecutivo in spregio alla forma democratica di stato e in spregio alle sue regole e al diritto.
L’ideologia RUSSKIJ MIR è un vero e proprio progetto politico – culturale di stampo nazionalistico che individua nella Russia la punta di diamante per una risurrezione dei valori civili e cristiani tradizionali, traditi dall’Occidente.
Entrambe le ideologie sono fortemente regressive, autoritarie e antidemocratiche.
La Regressione è individuabile nell’ esaltazione di un “passato mitizzato” (sempre buono in sé per il solo fatto di essere “passato”) , della “tradizione”, nell’aperto disprezzo per i “diritti umani” e per tutte le caratteristiche proprie delle democrazie liberali. .
Le due ideologie (russa e americana) lavorano sinergicamente per lo stesso obiettivo: distruggere la democrazia liberale. Un’identità di vedute che supera la vecchia divisione ideologica tra “est” e “ovest”, in una nuova sintesi ideologica antidemocratica.
Nello specifico il soggetto politico privilegiato per raggiungere lo scopo di demolire le democrazie liberali è rappresentato dalla UE.
La disarticolazione della UE è la premessa necessaria alla demolizione delle democrazie liberali europee.
Ora, la tanto deprecata UE, responsabile di tante oggettive colpe e conclamati errori, si trova, paradossalmente, a giocare un ruolo decisivo (se vorrà e potrà) a difesa della democrazia e dello stato di diritto.
In primis con la trasformazione dell’attuale UE in un soggetto politico attraverso la federazione degli stati europei, in vista degli Stati Uniti d’Europa, cosicché la UE, gigante economico, ma nano politico, evolva verso un assetto federale di assoluto rilievo politico.
Con inossidabile coerenza il “progetto federale” è avversato dai vari partiti e governi nazionalisti/sovranisti europei che, in piccolo, riecheggiano le volontà russo – americane.
Queste forze si oppongono alla UE e, con più forza, all’auspicato progetto federativo europeo, in nome di un’ Europa delle Nazioni, cioè di un’Europa di stati fortemente nazionalisti, con ciò sancendo un addio al sogno di unità europea!
Non a caso c’è da dire che tutte le forze nazionaliste/sovraniste sono sostenute (e in alcuni casi finanziate) dagli Usa e dalla Russia.
Si deve poi sottolineare che l’inizio della disgregazione delle democrazie liberali si può individuare nel tentativo di trasformare lo stato democratico in uno “stato azienda”, ove il modello aziendale autoritario e verticistico consiste nella rapidità e indiscutibilità delle decisioni e nella loro applicazione da parte del manager di turno e non più da parte di un governo democratico .
Il modello “stato azienda” contraddice apertamente il modello democratico che vede nel parlamento il luogo deputato per le decisioni cui arrivare nei tempi necessari (anche lunghi) al confronto politico e democratico.
Questo degrado regressivo dello stato a “stato azienda” è in cima ai propositi autoritari delle BIG TECH, con il loro immenso patrimonio economico, scientifico, di acquisizione di dati, di gestione privata e di sviluppo dell’ INTELLIGENZA ARTIFICIALE, capace di aprire prospettive drammatiche e per molti versi ancora sconosciute.
In questo contesto le forze nazionaliste/sovraniste con il loro autoritarismo funzionano da apripista al futuro e ben peggiore autoritarismo delle BIG TECH, il cui obiettivo non è più di condizionare gli stati ai loro interessi, ma di ridisegnare l’architettura degli stati, come “stati azienda nei quali la democrazia sarà definitivamente sepolta e sostituita dalla oligarchia dei padroni delle BIG TECH.
Pur con un quadro così inquietante e complesso, genera un pò di speranza la decisione del Canada di voler essere membro associato della UE.
Un buon segnale reattivo da parte di un paese lungamente bullizzato da Trump.
I media e la politica nostrana dibattono ancora su chi è, o non è “filoputiniano”.
La realtà ci dice cose ben diverse e ci dice soprattutto che il dibattito in corso è mal posto.
Meglio parlare di chi è, o non è “filotrumpianputiniano”.
Oggettivamente molto più realistico.
Un bagno di realtà e demistificazione!
21 settembre 2026 Penna a sfera🖊


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